Ogni Giovedì,dalle 18:00 alle 20:00,si terranno lezioni gratuite aperte a tutti,dove insegno a trasformare un pensiero in parole attraverso la scrittura. Il vostro inglese risulterà,così,più fluido e corretto. Aperto a tutti.
Chi studia inglese sui libri impara frasi perfette:
- I am going to do it.
- I want to go there.
- I have got to go now.
Poi ascolta una serie TV in lingua originale e sente:
- I’m gonna do it.
- I wanna go there.
- I gotta go now.
Sembra quasi un’altra lingua. In realtà è semplice inglese parlato, molto naturale e quotidiano. Vediamo cosa significano queste forme, quando usarle e quando è meglio evitarle.
Che cosa significano davvero
1. Gonna = going to
Gonna è la forma parlata e informale di “going to” quando indica il futuro.
- I’m gonna call you tonight.
= I’m going to call you tonight.
(Ti telefonerò stasera.) - It’s gonna rain.
= It’s going to rain.
(Sta per piovere.)
Importante: non si usa “gonna” con il verbo “go” nello stesso punto, perché suona strano:
- Naturale: I’m gonna eat.
- Poco naturale: I’m gonna go. (si usa, ma suona un po’ “pasticciato”)
2. Wanna = want to
Wanna è la forma parlata di “want to”.
- I wanna go home.
= I want to go home.
(Voglio andare a casa.) - Do you wanna see a movie?
= Do you want to see a movie?
(Vuoi vedere un film?)
Attenzione: “wanna” funziona solo con “to” seguito da un verbo, non con “want” + oggetto:
- Corretto: I wanna eat. (= I want to eat.)
- Non corretto: I wanna a coffee.
Qui devi dire: I want a coffee.
3. Gotta = have got to / must
Gotta viene da “(have) got to”, che spesso equivale a “must” (dovere forte).
- I gotta go.
= I’ve got to go. / I must go.
(Devo andare.) - You gotta see this film!
= You’ve got to see this film!
(Devi assolutamente vedere questo film!)
Di solito si usa con la forma al presente e soprattutto alla prima persona:
- I gotta study.
- We gotta hurry.
Perché esistono queste forme?
Tre motivi principali:
- Velocità: l’inglese parlato tende a “tagliare” tutto ciò che può per essere più rapido.
- Fluidità: unire le parole (going to → gonna) rende la pronuncia più scorrevole.
- Registro: usare queste forme crea un tono informale, colloquiale, vicino al parlato quotidiano.
Sono l’equivalente inglese di espressioni italiane come “sto andando a” → “sto annà”, oppure “voglio andare” → “voglio annà” in alcuni dialetti/registri informali.
Si possono usare anche per iscritto?
Dipende da dove stai scrivendo.
Dove SÌ (contesto informale):
- messaggi tra amici
- chat, social, commenti
- canzoni, dialoghi di serie TV, fumetti
- testi narrativi in cui si vuole rendere il parlato reale
Esempio:
- I’m gonna be late, save me a seat!
- Do you wanna come with us?
Dove NO (o è meglio evitare):
- email di lavoro
- CV, lettere di presentazione
- esami scritti, temi scolastici formali
- documenti ufficiali
In questi casi è meglio usare le forme standard:
- I am going to…
- I want to…
- I have got to / I must…
Altre forme tipiche dell’inglese parlato
Se i tuoi studenti guardano film e serie in lingua originale, incontreranno spesso anche:
- gimme = give me
- Gimme a second. (= Give me a second.)
- lemme = let me
- Lemme see. (= Let me see.)
- kinda = kind of
- It’s kinda weird. (= It’s kind of weird.)
- sorta = sort of
- I sorta know him. (= I sort of know him.)
- ain’t = forma super colloquiale/grammaticalmente “discussa”, usata al posto di am not / is not / are not / have not / has not in molti dialetti e registri informali.
- I ain’t ready. (= I’m not ready.)
Queste forme sono fondamentali per capire l’inglese autentico, anche se spesso non sono adatte ad un contesto formale.
Come insegnarle (senza creare confusione)
Per una scuola di lingue, queste espressioni sono una grande occasione didattica:
- Parti sempre dalla forma standard
Prima insegna going to, want to, have got to, poi mostra gonna, wanna, gotta come variante parlata. - Usa audio e video reali
Estratti da serie, film, interviste: fai notare agli studenti come le frasi scritte si “trasformano” quando vengono pronunciate. - Crea esercizi di “traduzione al parlato”
- Da forma standard → forma colloquiale (per capire come parlare).
- Da forma colloquiale → forma standard (per allenare l’ascolto e la comprensione).
- Chiarisci la differenza di registro
Un’idea: una tabella con due colonne, “Exam English” e “Real Life English”, per mostrare quando usare cosa.
Conclusione: vanno imparate o evitate?
La risposta è chiara: vanno imparate.
- Non per usarle sempre, ma per capire davvero l’inglese che si sente nei film, nelle canzoni e tra i madrelingua.
- Come scuola, spiegare queste forme significa aiutare gli studenti a fare il salto dall’inglese “da libro” all’inglese vivo e autentico.
Chi studia inglese partendo dall’italiano ha un grande vantaggio: le due lingue condividono tantissime parole di origine latina.
Ma c’è un’insidia nascosta: i “false friends”, cioè quelle parole che sembrano uguali in italiano e inglese… ma significano qualcosa di diverso.
Vediamo insieme alcuni dei più pericolosi – e come evitarli.
1. Actually ≠ Attualmente
Molti studenti dicono:
Actually, I live in Rome.
…convinti di dire “Attualmente vivo a Roma”.
In realtà stanno dicendo: “In realtà vivo a Roma”.
- Actually = in realtà
- I thought the exam was difficult, but actually it was quite easy.
- Pensavo che l’esame fosse difficile, ma in realtà è stato abbastanza facile.
- Attualmente = currently / at the moment / nowadays
- I currently live in Rome.
- At the moment I live in Rome.
2. Eventualmente ≠ Eventually
Questo è forse il falso amico più famoso.
- In italiano, eventualmente = “se necessario / se capita”.
- In inglese, eventually = alla fine / prima o poi, dopo un certo tempo.
Esempi:
- We got lost, but eventually we found the hotel.
Ci siamo persi, ma alla fine abbiamo trovato l’hotel.
Se vuoi dire “eventualmente” in italiano nel senso di “se necessario”, in inglese userai:
- if necessary (se necessario)
- if needed (se serve)
- possibly (eventualmente / forse, in alcuni contesti)
3. Sensible ≠ Sensibile
Qui il rischio di equivoco è enorme:
- Sensible in inglese significa ragionevole, di buon senso.
- She is a very sensible person.
- È una persona molto ragionevole.
- Sensibile in inglese è sensitive.
- Her skin is very sensitive.
- Ha la pelle molto sensibile.
Dire “I’m very sensible” non significa “Sono molto sensibile”, ma “Sono molto razionale / ho molto buon senso”.
4. Library ≠ Libreria
Altra trappola classica:
- Library = biblioteca (dove prendi libri in prestito, non li compri).
- Bookshop / bookstore = libreria (negozio di libri).
Quindi:
- I’m going to the library to study.
Vado in biblioteca a studiare. - I’m going to the bookshop to buy a novel.
Vado in libreria a comprare un romanzo.
5. Pretend ≠ Pretendere
Questa parola è spesso fraintesa:
- Pretend = fingere, far finta.
- The children pretended to be pirates.
- I bambini facevano finta di essere pirati.
- Pretendere in inglese si dice di solito to demand / to expect.
- You can’t demand a promotion after one month.
- Non puoi pretendere una promozione dopo un mese.
6. Parents ≠ Parenti
Questa è pericolosa soprattutto nelle conversazioni personali:
- Parents = genitori (solo mamma e papà).
- Relatives = parenti.
Quindi, se dici:
- I’m visiting my parents this weekend.
Stai andando a trovare i tuoi genitori, non tutta la famiglia.
Se parli di zii, cugini & co.:
- I’m visiting my relatives this weekend.
7. Confident ≠ Confidente
In italiano dire “confidente” è già un po’ ambiguo, ma in inglese:
- Confident = sicuro di sé.
- She is very confident when she speaks in public.
- È molto sicura di sé quando parla in pubblico.
Se vuoi dire “confidente” nel senso di “persona di fiducia”, in inglese userai:
- close friend, trusted friend, confidant (più formale/letterario).
Perché i falsi amici sono così interessanti (e utili)?
I falsi amici non sono solo “tranelli” della lingua: sono anche un ottimo modo per:
- Fissare meglio il vocabolario, perché dietro l’errore c’è sempre una storia che ricordiamo.
- Capire le differenze culturali, perché spesso i significati cambiano seguendo percorsi di pensiero diversi.
- Allenare l’attenzione, imparando a non fidarsi troppo delle apparenze… nemmeno nelle lingue!
Come evitare di cascarci
Alcuni consigli pratici per i tuoi studenti:
- Non fidarti delle somiglianze: se una parola “suona italiana”, controllala due volte.
- Usa esempi reali: cerca la parola in frasi, non solo sul dizionario.
- Tieni una lista personale di falsi amici: scrivere a mano aiuta la memoria.
